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La grande guerra e il Piave

Grande guerra e laghetti

Dopo qualche tempo di assenza rieccomi. L’emergenza Covid ha smorzato l’entusiasmo per la pesca, per la quale è indispensabile muoversi, anche se di certo non si creano assembramenti.
Anzi. Proprio per evitare quegli assembramenti che solitamente si creano d’estate sul greto del fiume Piave, ho preferito la tranquillità di piccoli laghetti di pesca sportiva. Non hanno il fascino legato alla grande guerra ma sono certamente migliori di questi tempi.
Che dire? Sembra che tutto in questo anno sia stato congelato. I colleghi pescatori, i pesci stessi, più lenti nei movimenti (o forse è solo un’impressione), gli uffici per il rinnovo delle licenze ecc.. è
stato un anno perso, per tutti, e di certo un banale hobby non può essere paragonato a chi ha perso tutto o quasi. Ma le ripercussioni si sono sentite anche in questo settore che, pur riguardando hobbysti, genera un discreto movimento economico.
Me lo diceva proprio qualche giorno fa un tale (che ho scoperto avere il mio stesso cognome per un’incredibile coincidenza, Benato): in un anno si sono perse decine di migliaia di euro tra mancata vendita di attrezzature sportive, campeggi ecc. E anche il turismo storico che spesso va di pari
passo con attività sportive (escursioni sui sentieri della prima guerra mondiale e pesca, per l’appunto), risulta calato drasticamente.
Sperando che il 2021 vada meglio non resta che ascoltare ancora una volta le prescrizioni degli esperti ed evitare movimenti ed assembramenti non indispensabili. I pesci possono aspettare.
Andrea Benato